Pensavo che l'ipocrisia avesse un limite

18 AGO 20
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Ieri c’è stata una manifestazione per la libertà di informazione. Stamani ho sentito per radio che: una sedicente “attrice vera” voleva cacciare dalla manifestazione la D’Addario perché indegna; un personaggio prestigioso, rivolgendosi ai giornalisti, ha detto “se ne fate la giornata della D’Addario siete pessimi giornalisti”. Non ho scritto i nomi semplicemente perché non li ricordo. Dunque, chi manifesta per la libertà (sic) dell’informazione stabilisce chi può o non può partecipare liberamente alla manifestazione e chi può o non può scrivere l’articolo che vuole specificando a priori cosa un giornalista può dire e cosa un giornalista non deve dire. Per l’ennesima volta i sinistri hanno dimostrato cosa intendono, concretamente e filosoficamente, per libertà di informazione: stabilisco io chi può dire cosa, come e quando, con una novità (post D’alemiana?), stabilisco anche chi è degno di essere d’accordo con me, come e quando. E sono orgogliosi di essere di sinistra, progressisti e sinceri democratici. Io, come diceva mio padre, mi vergognerei come un ladro.